Cervus elaphus – il nucleo autoctono in Italia - Isacco Emiliani
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Cervus elaphus – il nucleo autoctono in Italia

Sta per nascere un nuovo giorno. Le prime luci dell’alba si fanno spazio tra le fronde degli alberi. Le ombre dei rami disegnano a terra fitte trame dalle forme magiche. Il silenzio viene coperto solo dal fruscio delle foglie attraversate da una soffice brezza.
Un brusio leggermente più intenso: sono alcuni esemplari cervi che fanno capolino in lontananza, dietro un tronco. La loro eleganza mi lascia ogni volta senza parole. I miei occhi si incrociano con i loro. Si fermano. Scrutano intorno. Riprendono il cammino, tra gli alberi che popolano il bosco. Hanno il manto peloso dello stesso colore della corteccia.
Immagini rimaste immutate nei secoli, qui, dove sovrana l’unico esemplare autoctono di Cervus elaphus. A pochi passi di distanza intravedo un bellissimo esemplare di cervo Cervus elaphus, e con lui tutti il branco.
Si sta avvicinando. Leggiadria e fragilità in un’unica specie. Si apre così davanti a me lo spettacolo della Natura.

Originatosi presumibilmente nel Medioevo su cordoni dunosi formati dal Po di Goro e dal Po di Volano, il Bosco della Mesola è oggi la più estesa area boschiva del ferrarese ed è l’unica area europea per la quale non si hanno notizie certe d’immissioni del cervo da almeno 500 anni. Per questo motivo, ma soprattutto perché è morfologicamente diverso dal cervo nobile europeo, è ritenuto da alcuni studiosi l’unico ceppo autoctono sopravvissuto in Italia, discendente diretto del cervo della Padania che un tempo abitava le estese foreste planiziali.
Precedenti studi di tipo citogenetico non ne avevano evidenziato alcuna differenza con il cervo nobile europeo, lasciando un interrogativo sulle motivazioni che determinavano una così diversa costituzione morfologica. Recenti studi genetici sul DNA mitocondriale (Fico et al. 1998) hanno mostrato un genotipo molto distante da quello del cervo alpino, distante quasi come quello della sottospecie sarda (Cervus elaphus corsicanus).

Se questa differenza genetica è dovuta alla drastica riduzione del numero di individui durante la seconda guerra mondiale (con perdita di variabilità genetica), o se effettivamente discende dal presunto cervo della Padania, al momento non è possibile saperlo. Certo è che questa è la prima volta che viene provata geneticamente una tale singolarità in un gruppo di cervi peninsulari.

 

PERSONAL PROJECT

PUBBLICAZIONE

Agosto 2016

Fotografia

Isacco Emiliani

TESTI

Ivan Tabanelli

Fonti

Parco Delta del Po, Agraria, Ferrara terra e acqua.