Il Cocco della Western Region - Isacco Emiliani
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Il Cocco della Western Region

La produzione del Cocco nelle foreste tropicali della Western Region in Ghana è una produzione che ha origini antichissime e che ancora oggi offre sostentamento a gran parte delle comunità che vi abitano.
Con l’aiuto di guide locali della Cooperativa “AIYINASI” ci siamo inoltrati nel cuore di questa regione tropicale, scoprendo come avviene la raccolta di questo antico frutto.
AIYINASI è una cooperativa Fair Trade e Bio, che comprende 16 membri con 103 ettari di piantagioni totali.
David, che porta avanti questa cooperativa ci racconta che le noci di cocco maturano durante tutto l’anno, e cadono naturalmente dalla palma quando raggiungono il giusto grado di maturazione.
I raccoglitori giungono presto sul campo per evitare le ore più calde equatoriali e fanno una raccolta completamente manuale: vengono infatti inizialmente radunate in mucchi per poi rimuovere la parte esterna fibrosa (husk), che viene poi lasciata sulla piantagione dove rimane a fertilizzare il terreno.
Completata la raccolta, giungono sul campo alcuni camion dai paesi vicini per l’approvvigionamento del cocco, in quanto in Ghana la malattia del “Wilt del Capo Saint Paul” non è diffusa come in altri stati.
Parte di questi camion si dirigono nello stabilimento di HPW, per le fasi di lavaggio, taglio ed essiccazione.
James di HPW ci racconta che l’azienda dove lavora ha un grande impatto sociale sul territorio, dando un occupazione a circa 1000 persone alle quali fornisce due pasti al giorno, trasporto, assistenza sanitaria e sostiene progetti locali come la costruzione di pozzi, mense e strutture a disposizione dei lavoratori.
HPW conta un team di 25 agronomi che visita periodicamente e supporta i produttori locali, fornendogli training sulle pratiche culturali per migliorare la gestione in campo.
Ci ha colpito come viene gestito l’impatto ambientale attraverso l’uso di energie rinnovabili: è infatti presente un impianto fotovoltaico che fornisce energia allo stabilimento, i sottoprodotti della lavorazione (bucce e altre parti vegetali) vanno ad alimentare un impianto a biogas, è infine stata costruita una piccola diga collegata ad un impianto di potabilizzazione per rendere l’acqua disponibile e sicura.

Abbiamo scoperto i luoghi dove nascono i frutti più veri e buoni di questa terra, condividendo storie, passioni, sorrisi.

 

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Fotografia

Isacco Emiliani

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Isacco Emiliani / Claudio Miserocchi

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